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La mia storia

Come sapete, mi chiamo Francesco e sono di Cosenza. Finora non conoscete molto di me, perciò sento il bisogno di confidarvi un peso che porto dentro. Sono nato a Cosenza il 14 luglio 2009, con tre settimane d'anticipo, nel vecchio plesso, quello fascista precisamente, dell'ospedale Annunziata.

Il mio percorso scolastico è stato segnato dal bullismo sin dalle elementari. Venivo preso di mira per fattori del tutto futili, come il mio cognome o il fatto che portassi i capelli rasati dalla terza elementare fino alla fine delle medie. Queste infamate mi hanno reso introverso e diffidente, una condizione di disagio che fu notata anche dai miei insegnanti e segnalata ai miei genitori. A complicare le cose si aggiunse l'ostilità della mia maestra d'inglese, nel suo ruolo di coordinatrice, arrivò a penalizzarmi in tutte le materie, inclusa la matematica, nonostante fosse il mio punto di forza.

La situazione non cambiò alle medie, dove mi ritrovai in classe con la stessa persona che mi aveva tormentato negli anni precedenti. In quel periodo così buio, la programmazione divenne la mia "unica gioia". Ho affrontato momenti di profonda disperazione, specialmente quando scoprii che quella persona era riuscita a mettermi contro l'intera classe, venendo paradossalmente premiata con dei regali dalla vicepreside.

Esausto e traumatizzato da quel clima, decisi di distaccarmi da quelle persone. Con l'inizio del liceo scientifico ho finalmente costruito amicizie vere e durature. Sebbene oggi io sia una persona "felice" e più forte di fronte alla maggior parte delle paure, porto ancora dentro una certa malinconia legata allo scorrere del tempo e al ricordo di come sono cambiati i luoghi della mia città. Mi fa riflettere il fatto che la stessa società che tentava di affossarmi, oggi esalti le mie competenze informatiche, ignorando che esse siano nate proprio come risposta a quella sofferenza.

PS: La prima volta che conobbi Java avvenne a soli 5 anni, ricordo ancora l'icona del caffè per l'aggiornamento sul vecchio PC Windows XP di mio padre. Non potevo immaginare che, sette anni dopo, quel linguaggio sarebbe diventato il mio strumento di riscatto. Ancora oggi preferisco Java a opzioni più moderne come Kotlin, perché lo considero l'ancora di salvezza che mi ha permesso di superare i miei momenti più difficili e di comprendere le basi dell'informatica.